lunedì 9 ottobre 2017

RIFLETTO(RI) su Anna Risi





È giunto il momento di posare le carte sul tavolo, svelando la sorpresa annunciata! :)

A partire da questo post L’angolo di Cle inaugura “RIFLETTO(RI)”, una nuova rubrica attraverso la quale desidero segnalarvi i più bei libri scritti dagli amici del blog, ovvero coloro che lo frequentano lasciando testimonianza del proprio passaggio attraverso i commenti. 

All’interno di questo spazio ospiterò, di volta in volta, autori che hanno scelto di auto-pubblicare i propri romanzi e altri che sono passati attraverso l’intermediazione di case editrici.

Dunque, miei cari ("semplici lettori" e blogger) sappiate che, zitta zitta e quatta quatta, la sottoscritta vi legge ;-) e potrebbe contattarvi per chiedervi di lasciarle accendere i riflettori su voi.

Come suggerito dal titolo, seguirò un trattamento monadico: un narratore alla volta, con focus su una sua particolare opera. Pertanto, oltre alle informazioni di base che il protocollo richiede, confezionerò una recensione e un’intervista che permetterà ai lettori di “incontrare” l'autore che mi ha tanto favorevolmente colpito, per conoscerlo un po’ più da vicino.


Anna Risi e il suo ultimo romanzo, Angeli senz’ali, sono l’amica e il libro che ho l’onore di presentarvi oggi.





TitoloAngeli senz’ali

Autore: Anna Risi
Edito suIlmiolibro.it. Lo potete trovare QUI

Pubblicazione2017

GenereNarrativa

Versione cartacea17,50 €

Angeli senz’ali”, di Anna Risi, è un romanzo molto intenso che arriva dritto al cuore del lettore, raccontando le molteplici e dure vicissitudini di quattro protagonisti.
Selene, Tony, Chiara e Adamo, sono questi i loro nomi, vivono a cavallo di un periodo tra i più bui della Storia del nostro Paese. Una fase di transizione impregnata di tragici accadimenti che hanno segnato, in modo indelebile, la vita di tutti gli italiani.
L’intento dell’Autrice, però, non è rievocare quei tempi al fine di destare vaghi sentimenti nostalgici, bensì di stimolare una profonda riflessione sull’animo umano, sul significato di essere veramente liberi di scegliere, sul senso della gioia e quello del perdono.
Lo fa conducendoci per mano nella vita di quattro giovani, non ancora ventenni, ciascuno dei quali, a modo suo, si è lasciato travolgere e stravolgere dalle correnti delle passioni, rimanendo a lungo intrappolato in un pericoloso gorgo.

Di proposito, non entrerò nel dettaglio della storia, ma mi limiterò a dire che ciascuno di loro è stato un angelo senz’ali. Ciascuno di loro, come direbbe Steiner, rappresenta un germe di rosa chiamato a divenire rosa. Ciascuno di loro raffigura l’uomo, un essere incapace di dominare gli eventi, incapace di orientarsi nelle fitte trame del destino, ma che ugualmente anela alla felicità.
Angeli senz’ali” è una splendida narrazione, composta da una prosa fluida, tanto curata quanto coinvolgente, che ci parla di tempo e movimento, di amore e rabbia, di paura e coraggio, di morte e rinascita, di un lungo processo, fatto di errori, conoscenza, redenzione ed evoluzione dello spirito. 

Il romanzo si apre su un presente, sospeso tra passato e futuro, che offre ai protagonisti l’opportunità di riannodare i due capi di un filo sfilacciato e strappato dal tempo, mentre pone il lettore in condizione di immaginare il colore dei loro orizzonti.
Selene è la protagonista principale, la quale durante gli ultimi anni del liceo, in una Venezia degli anni ’70 sul cui sfondo gravano i problemi degli operai nelle fabbriche, dei moti rivoluzionari studenteschi e del terrorismo, incontra e si innamora di un coetaneo, Tony.
Grazie a un intreccio architettato con grandissimo talento, pian piano vengono alla luce gli altri personaggi, tutti costruiti con precisione e passione, e con essi affiorano i segreti, gli errori, ombre e personalità. Le vite di questi ragazzi si annodano, si slegano, si tormentano, i loro stati d’animo vengono messi mirabilmente a confronto in un presentarsi in successione di scene che si susseguono con un ritmo sapiente.

Un ritmo che si scandisce come un elegante contrappunto e che ha il pregio di sviscerare le pieghe più recondite, delle verosimili tortuosità dell’animo e del flusso impetuoso degli accadimenti che scorrono lungo un ventennio, mantenendo altissima l’attenzione del lettore e invogliandolo a saperne sempre di più.
Angeli senz’ali” indaga negli abissi dei sentimenti umani e per questa ragione non si passa indenni dalla sua lettura.
È un romanzo profondo, che scuote, proprio perché offre risposte, ma pone anche tante domande.
Qual è il tradimento più devastante? Fino a che punto la violenza della storia può condizionare l’esistenza umana? Qual è il limite dell’ideale? Di quale potenza è dotata una scelta?...
È un affresco che descrive un’epoca, ma che soprattutto consente di rivisitare passioni, lotte, errori, speranze che, da sempre, vivono nella natura profonda dell’uomo. 


Questo è il suo incipit:

“Selene, Chiara, Toni e Adamo erano stati iscritti alla scuola della vita quarant’anni prima. Tutti e quattro avevano un sogno da colorare nel cuore, e lo avrebbero voluto splendido e radioso.
Si erano affannati a cercare pennelli e colori, rovistando nel caos della vita, alla ricerca di una tela nuova per appoggiarci le setole colorate e iniziare a dipingerla.
Nei giorni, mesi e anni, si erano accorti che tutto era bianco e nero. Nessun colore era rimasto impresso, tranne una patina fosca e torbida che aveva impedito al loro sguardo di andare oltre.
Al di là di quella tela, dietro quel vetro, c’era un sole che splendeva, un cielo azzurro come non mai. La vita era piena di colori, non serviva dipingerla, bastava amarla.
Non si erano accorti nemmeno che il loro angelo non aveva le ali: era reale, perché riusciva a colorare i giorni stanchi dell’esistenza restando coi piedi a terra. Non servivano ali per volare, bastavano un cuore e un’anima. […]”

E ora, permettetemi di presentarvi questa scrittrice energica e sempre a caccia di nuove sfide. 


Anna Risi non si stanca mai di scrivere e Angeli senz'ali è il suo ottavo romanzo auto-pubblicato. E non è detto che il self-publishing rimarrà la strada esclusiva per raccontare le sue storie.
Infatti – la notizia risale a pochi giorni fa – questo titolo è giunto alla selezione finale della settima edizione del concorso ilmioesordio, organizzato da ilmiolibro.it, del Gruppo Editoriale L’Espresso, insieme ai suoi partner, che prevede l’acquisizione delle opere vincenti da parte di prestigiose case editrici.


Qualunque sarà l’esito della gara, approfitto dell’occasione per rinnovare a questa generosa autrice i miei più sinceri complimenti e augurarle un grande “in bocca al lupo”!

Ma ora mi faccio da parte e lascio il posto all’intervista promessa (premetto che al momento della stessa né Anna né la sottoscritta erano a conoscenza del suo ingresso alla fase finale del concorso).


[D] Ciao Anna, benvenuta su L’angolo di Cle! Questa volta, non sei qui nei panni di commentatrice, bensì di protagonista assoluta del post, nonché di questa mia intervista e te ne sono infinitamente grata.
[R] Grazie a te, Clem, per avermi ospitata e onorata del tuo tempo, e dello spazio in questo splendido blog, l’unica pagina che frequento assiduamente per contenuti pubblicati e l’alta professionalità che lo distingue nel web.

[D] Sei gentilissima e troppo buona. Vorrei porti una domanda semplice per cominciare: chi è Anna Risi nella vita? Ci racconteresti qualcosa di te?
[R] Anna Risi è un’impiegata dell’Amministrazione Pubblica presso il Liceo Scientifico Volterra di Ciampino. Sono una donna schiva, solitaria, generosa, terribilmente altruista e inguaribilmente romantica. Una donna che ama l’universo tutto a partire dalla natura inglobando il genere umano anche quando genera in me sofferenza e delusione.

[D] Oserei dire che il coraggio non ti manca! Diventare una scrittrice è sempre stato un obiettivo per te, o c’è stato un momento particolare della tua vita in cui è scattato il desiderio di passare alla stesura del primo romanzo?
[R] Diventare scrittrice è stato il mio obiettivo da sempre, fin dall’adolescenza, quando sognavo di partire per un’isola lontana insieme ad una macchina dattilografica vecchio stile. Ho sperato per anni di poter affidare ad una penna il mio sogno, ma l’ho dovuto ripetutamente rimandare per dare la priorità alla famiglia. Poi quando il tempo mi ha concesso la libertà necessaria, ho recuperato lunghi anni di attesa.

[D] Altroché! Otto romanzi in cinque anni non è impresa da tutti…Come definiresti i tuoi romanzi?
[R] I miei romanzi si collocano nella categoria “narrativa moderna”. Degli otto che finora ho pubblicato, ognuno possiede un’identità diversa. Ad ogni stesura ho ritenuto che rimettermi in gioco fosse fondamentale, l’unica via percorribile. Da Illusione e Disinganno, Un seme d’inverno, Senza smettere di guardare il cielo, Il viaggio, Riflessi e frammenti femminili, Biglietto di andata e ritorno, Scivolando nei giorni di una vita, e Angeli senz’ali, sono trascorsi cinque anni di massima produttività e differenziazione di contenuti.

[D] E ci sono autori, contemporanei o non, che consideri punti di riferimento?
[R] Molti sono gli autori che hanno influenzato la mia scrittura. A partire da Isabel Allende, e tutti i grandi della letteratura latino-americana. Non ho mai sottovalutato i classici che hanno permeato di ricchezza il mio linguaggio e l’intensità espressiva. Da ogni grande autore ho colto insegnamenti, vie da percorrere, sentieri da battere. Lo stile poi è nato e si è evoluto attraverso l’incastro di numerosi tasselli da me personalizzati.

[D] Ecco, tenendo conto di questa evoluzione, quando ti è venuta l’idea di scrivere Angeli senz’ali e perché?
[R] Angeli senz’ali è il mio ottavo libro, il testo con cui mi sono messa completamente in gioco. E’ un lavoro sperimentale che poggia l’impalcatura narrativa esclusivamente sulla creatività. I libri precedenti si basano tutti su storie di vita vera. Avevo bisogno, come del resto accade per ogni scrittore, di capire dove potevo arrivare solo con l’ausilio della fantasia. La nostra storia recente mi ha riportato indietro nel tempo, agli anni di piombo, per cercare di sfatare sogni eroici e gloriosi vissuti nell’illusione di un’ideologia distorta.

[D] Quindi è frutto della tua creatività attivata anche da una serie di riflessioni. Com’è nata Selene, per esempio. Qual è stata cioè l’ispirazione che ti ha portato a realizzare questo personaggio e come la descriveresti? 
[R] Selene nasce dal desiderio di delineare un ritratto di donna che, coinvolta in faccende più grandi di lei, si trova a dover superare momenti difficili, a ricostruire se stessa e la propria vita in funzione di un figlio nato per caso. Tratteggiare vite che superano con tenacia e forza montagne a prima vista insormontabili, rende i personaggi degni di nota e di quelle sfumature in cui ci riflettiamo per trovare anche noi il coraggio di superare le avversità.

[D] Ci sarà un seguito di questo romanzo?
[R] No, non ci sarà un seguito. Non amo i sequel. La storia inizia e finisce dove metto il punto finale.

[D] Nessuno ci impedisce di sognare, dunque immaginiamo che Angeli senz’ali arrivi al cinema: quale attrice vedresti bene nei suoi panni?
[R] Nei panni di Selene, in un’eventuale trasposizione cinematografica di Angeli senz’ali, vedrei calata alla perfezione nei panni della protagonista, Giovanna Mezzogiorno, un’attrice da sempre impegnata in pellicole di spessore.

[D] Ora vorrei toccare un altro punto. Angeli senz’ali è ambientato a Venezia e Torino. Quanto incidono i luoghi che descrivi sul tessuto della trama dei tuoi libri? E ci sono luoghi che, più di altri, hanno esercitato un fascino particolare sulla tua scrittura?
[R] Venezia e Torino sono due città che si adattano perfettamente alla trama del testo. I luoghi incidono molto sulla parte descrittiva di un testo, sono la cornice che racchiude la storia contornandola di riflessi determinanti. Io prediligo il mondo rurale, in cui è facile proiettarsi perché è lo sfondo dell’infanzia di molti. Ma anche la città è parte frequente dei miei racconti, come mito di evoluzione e benessere.

[D] I luoghi come nodo di adesione al piano della realtà. Mi viene in mente che in ogni tua opera spicca sempre anche una profonda analisi psicologica dei personaggi attraverso cui ci parli di emozioni, di percorsi che inducono a scelte importanti, di capitolazioni e di redenzioni. Anche in Angeli senz’ali svisceri con grande attenzione l’animo umano, mettendo a confronto storie diverse eppure legate da un unico filo rosso: non esistono colpevoli. Pensi davvero che nella vita sia sempre così?
[R] Penso che a tutti gli esseri umani vada data sempre una seconda possibilità, uno sconto di pena che faciliti il ricrearsi di una nuova base da cui ripartire. Il messaggio e il contributo della scrittura è proprio quello di indirizzare il lettore verso una visione meno oscurantistica dell’esistenza, proiettandolo in una dimensione più umana e meno catastrofica di quella che siamo obbligati a vivere.

[D] C’è un passaggio nell’incipit di Angeli senz’ali che mi ha molto colpito: “Qualcuno aveva detto separatamente a ognuno di loro che tutto torna, che la ruota gira, che esiste il Karma. Il tempo aveva risposto diversamente. Ogni cosa era rimasta attaccata addosso alla pelle cambiandoli inesorabilmente. Azioni, gesti, tradimenti, fallimenti, non se n’erano andati da nessuna parte, erano restati dentro le loro esistenze come semi amari da mordere. La ruota panoramica aveva continuato a fare il suo lavoro, un incessante ruotare.”.
Quanto lo senti vero?
[R] Lo sento profondamente scolpito nella mia anima. Ogni esperienza ci cambia notevolmente e inevitabilmente. Rinasciamo noi, ma nuovi, portandoci dentro insegnamenti e moniti che ci permettono di non ricadere negli stessi errori che hanno caratterizzato il nostro passato. 

[D] Un’altra caratteristica dei tuoi manoscritti è la centralità di donne dai pregressi difficili, ma dotate di forza e coraggio eccezionali. Come mai?
[R] Le donne dotate di una forte componente di coraggio, e soprattutto dal passato difficile, sono quelle che hanno molto da insegnare, quelle che attraverso la loro esperienza di vita ci indicano la via del rinnovamento e della speranza come unica sorgente di salvezza da noi stessi e in prospettiva futura.

[D] Un’immagine molto bella. Sempre parlando di donne vorrei concentrarmi su te. Dagli esordi a oggi cosa è cambiato in te, soprattutto come scrittrice? E che effetto ti fa rileggere oggi i tuoi libri precedenti?
[R] Sono cambiate molte cose dagli esordi a oggi. Sono cambiata io stessa, il mio modo di concepire la scrittura, di arrivare al pubblico, di pormi attraverso la narrativa come un’anima che si svela senza riserve. L’esperienza mi ha fatto crescere ed essere sempre più attenta e responsabile nei confronti dei lettori. Rileggere il passato è come correggere se stessi. Trovo sempre qualcosa nei miei libri che “non avrei”, o “non dovuto” scrivere. Essere critici con se stessi è la prima qualità che uno scrittore non deve mai chiudere nel cassetto.

[D] Cosa hanno pensato i tuoi familiari quando hanno letto il tuo primo romanzo? E come hanno reagito all’uscita dell’ottavo, Angeli senz’ali.
[R] I miei familiari sono stati la spalla e il sostegno. Ogni opera pubblicata, dalla prima all’ottava, li ha resi felici e orgogliosi del mio impegno e della mia dedizione. Così come lo sono stati quando ho partecipato da selezionata a 3 Rassegne Nazionali di Narrativa e molti altri eventi nella mia città. Sono stati e lo sono ancora la costola a cui mi sono aggrappata per riuscire a dare il meglio di me. Non dimenticando mio marito, cuore della parte tecnica da cui non posso mai esulare.

[D] Di cosa non scriveresti mai?
[R] Non scriverei mai un romanzo erotico. Non è nelle mie corde, non rispecchia il mio sentire, ed è un genere che ha devastato il panorama mondiale dell’editoria. Resto sempre dell’idea che uno scrittore per essere apprezzato deve mettere sul piatto della bilancia storie che lasciano solchi profondi dentro di noi.

[D] Personalmente credo che tu ci sia sempre riuscita, anche molto bene! Ora è tempo di salutarci e non può mancare un’ultima domanda: ci vuoi anticipare qualcosa sui tuoi progetti editoriali futuri?
[R] I miei progetti editoriali sono in continua evoluzione. Mentre attendevo l’Editing di Angeli senz’ali, avevo già iniziato a scrivere “Stagione di esistere”, un romanzo dai forti contenuti ambientato tra Bogotà, Roma e Cracovia. Un testo impegnato, un libro che scuoterà le coscienze tra fede che vacilla e desiderio di continuare a vivere dopo il crepuscolo dell’anima. 

Grazie, Anna, per il tempo che hai dedicato a L’angolo di Cle e ai suoi lettori. È stato un vero piacere averti qui e mi auguro che tu possa tornare presto a raccontarci dei tuoi prossimi romanzi! 



Cari amici, adesso lascio a voi la parola
Anna sarà disponibile a rispondere anche alle vostre domande, che mi auguro giungano copiose.

Ringrazio tutti della partecipazione e, se avete gradito il post della nuova rubrica “RIFLETTO(RI)”, non perdete i prossimi incontri!   ^__^








10 commenti:

  1. Intanto ottima idea, Clementina, perché dare spazio a nuovi autori (o come in questo caso ad autori di esperienza che abbiano un futuro promettente) è cosa buona e giusta per noi blogger.
    Complimenti ad Anna Risi e alla sua carriera di scrittrice di lungo corso. Suppongo che entrare in quella finale non sia affatto facile. Da quello che scrivi intuisco una persona molto sensibile e attenta alla scrittura.
    P. S. Io abito a Ciampino e conosco qualche collega del Volterra. Pensa le coincidenze. :)

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    1. Grazie di cuore del bellissimo commento, Luana!
      Mi piaceva molto l’idea di offrire uno spazio agli amici che scrivono, mettendo passione e intelligenza in ciò che fanno. Non sarà la prima rubrica del genere, ma una in più non guasta! ^__^
      Confermo che le doti da te descritte sono parte integrante del meraviglioso DNA di Anna e, per quanto riguarda il post scriptum, gioisco! :)

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    2. Ringrazio personalmente Luz per aver lasciato questa splendida analisi al lavoro svolto da Clementina. Entrare tra finalisti di un concorso, qualsiasi esso sia, richiede sempre un lavoro che arrivi ai lettori in modo deciso e che lasci forti impronte, emozioni, affinità con i protagonisti del racconto. La trama, l'impalcatura narrativa, la fluidità della scrittura, i messaggi che la storia trasmette devono attecchire nel lettore come il seme nella terra. Spero che mi leggerai!

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  2. Complimenti all'autrice, perché 8 romanzi in 5 anni sono impegnativi non solo a livello di scrittura, ma anche gestionale, per quanto riguarda marketing e presentazioni.
    Mi sembra di capire che è rimasta soddisfatta della piattaforma ilmiolibro (anche i precedenti erano su questa piattaforma?). Personalmente io, dal punto di vista dell'acquirente, ne sono rimasto abbastanza traumatizzato...

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    1. Ti ringrazio tantissimo, Marco!
      Anche secondo me la pubblicazione di 8 romanzi in 5 anni rappresenta uno sforzo notevolissimo a tutti i livelli! Ma sarà la nostra ospite a parlarcene.
      Hai avuto difficoltà nella fase di acquisto su quella piattaforma? Ci racconteresti il caso, specificando anche il periodo in cui si è verificato l’inconveniente? Per esempio, personalmente ricordo che 4-5 anni fa la piattaforma presentava alcune difficoltà tecniche, in particolare riguardo al funzionamento dei feedback.
      A presto! ;-)

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    2. E' stato 3 anni fa. Volevo acquistare una copia di un'antologia. Il sito indica come modalità di pagamento la carta di credito, così chiedo all'assistenza tecnica se c'è la possibilità di usare altre forme.
      "E' possibile pagare tramite bonifico o paypal?"
      "Le modalità di pagamento sono scritte sul sito."
      "OK. Carta di credito. Ma in alternativa è possibile bonifico o paypal?"
      "Le modalità di pagamento sono scritte sul sito."
      E via così...
      Allora ho provato a ordinare il libro tramite Feltrinelli (garantiscono questa possibilità), ma in libreria non hanno potuto perché il libro era sprovvisto dell'ISBN.
      A quel punto sono tornato all'assistenza tecnica e di nuovo come sopra. Alla fine ho poi desistito.

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    3. Caro Marco, rispondo con piacere alla tua domanda che mostra molti dubbi riguardo alla piattaforma del miolibro.it. Ci sono stati molti cambiamenti riguardo la struttura del sito. Il cambiamento all'inizio ha creato una serie di problemi a tutta l'utenza. Ci sono voluti molti mesi prima che l'assetto organizzativo permettesse una normale fruibilità delle funzioni principali. Oggi le cose sono notevolmente migliorate. Un libro di acquista con facilità anche non usando necessariamente una carta di credito. Dal link del testo è facile accedere alla pagina richiesta con un semplice clic. L'icona "aggiungi al carrello" agevola l'operazione d'acquisto che avviene in pochi minuti. Il libro acquistato anche con una normale post pay arriverà al richiedente nel termine di quattro o cinque giorni al massimo. E' stato un gran piacere poter spiegare un piccolo procedimento che fuga molti dubbi e perplessità. Grazie, Marco. A presto.

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    4. Buonasera Annamaria.
      Non voglio certo polemizzare con te che sei un'autrice, quindi non hai alcuna responsabilità in merito alla funzionalità della piattaforma ilmiolibro, ma per sfizio ho appena provato a ordinare un libro e come già in passato l'unica modalità di pagamento che viene presentata è la carta di credito. Non metto in dubbio la tua parola sul fatto che vengano accettate anche altre modalità, in qualche modo che però non è palese, perché una volta riempito il carrello viene riportata la sola carta di credito. Quindi direi che o la cosa non c'è o c'è un percorso diverso da effettuare. Potrei chiedere all'assistenza, ma come scritto, tre anni fa si sono mostrati sgarbati e non ho interesse a ripetere il circo di cui sopra.
      Fatta questa osservazione, ti rinnovo i miei migliori auguri per il tuo libro e per i successivi! :)

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    5. Caro Marco non so davvero come spiegare questa inadempienza del sito. Ti posso assicurare che meno di una settimana fa ho ordinato 25 libri ed ho pagato l'intero importo con la post pay di mio marito. L'unica giustificazione che trovo a questo limite può essere attribuita al fatto che sono un'autrice e quindi mi fanno acquistare anche con la post pay. Sono rammaricata e vorrei poterti aiutare. Scriverò alla redazione per avere ulteriori delucidazioni. Grazie per gli auguri che stringo a me come forieri di fortuna. A presto.

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    6. Ringrazio moltissimo, Marco, oltre che per aver partecipato, per le importanti segnalazioni fatte, così come ringrazio Anna per le risposte fornite.
      In merito alla discussione sul disservizio in fase di acquisto sulla piattaforma non sono in grado di contribuire in alcun modo. Resta inteso che considero la scarsa customer care un problema serissimo per le aziende, le quali dovrebbero tenerne conto più di quanto facciano! Però ritengo che la mancata iscrizione del testo citato al codice ISBN sia molto più di un dettaglio secondario, in quanto il codice ufficializza la pubblicazione del libro, attribuendo all’autore la pubblicazione dell’opera. Vi sono altri standard editoriali, oltre al ISBN, ma in mancanza di uno di essi la vendita non è possibile. Non sarà questo il vero problema?

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dani.sanguanini@gmail.com