lunedì 14 maggio 2018

A passeggio sul Lago di Como/1






Ancora una volta la mia presenza sul web è ondivaga, ahimè…

Per farmi perdonare vi propongo la prima parte di un articolo dedicato al Lago di Como, territorio da me frequentato e apprezzato moltissimo, che intende presentarne la bellezza e le vicende legate ai suoi luoghi, sia quelli poco conosciuti che altri più noti.

1 Como - imbocco portuale


Avvalendomi dei miei scatti fotografici e con un tentativo di mettere insieme alcune informazioni storiche cercherò di accompagnarvi in un nuovo viaggio, raccontandovi cosa si cela “dietro le quinte” di questo incantevole specchio d’acqua, il Lario. Questo territorio cerniera, coi suoi percorsi viari che ne attraversano le robuste cime e le amene valli, rivela forti legami con il mondo transalpino.

La nostra passeggiata inizia a Como, città la cui affascinante storia affonda le radici in un’epoca lontanissima. Il periodo, invece, sul quale si concentrerà l’attenzione di questo post è quello in cui ha inizio il basso medioevo: l’anno Mille.

2 Basilica Sant'Abbondio - Como - facciata 

A circa un chilometro dalle mura che cingono, sui tre lati, questo centro abitato sorge la magnifica basilica di Sant’Abbondio.

È un vero peccato che al giorno d’oggi Sant’Abbondio non rientri nel circuito delle chiese più visitate di Como – il problema è senz’altro legato all’infelice aspetto della zona in cui sorge, frutto di una progressiva e stratificata industrializzazione, avviata in epoca piuttosto recente e ora già quasi del tutto revoluta – mentre invece, essa costituisce una potente sorpresa che meriterebbe grande attenzione.

3 Basilica Sant'Abbondio- Como - abside

A cosa mi sto riferendo è presto detto: questo monumento di pietra è uno dei più evocativi, per chi abbia la passione della storia medievale e della sua architettura, dell’unità di un organismo religioso e politico che si presentò con un apparato di elementi, apparentemente autonomi ma tutti concorrenti a un unico fine, e che trovò in questo lago lombardo il suo snodo centrale.

Per introdurvi alla storia della basilica e all’influenza che essa ebbe su altri importanti edifici religiosi, sorti lungo l’intero stivale italico, inizio col dirvi che l’antica via Regina, passante per la riva occidentale del lago, segnò profondamente la fisionomia di queste terre, rivelandosi, fin dai tempi più antichi, quale fitta rete di legami, geografici, storici e culturali tra Milano e le regioni del Nord Europa.

4 Tavola Peutingeriana

A partire dal secolo XI, soprattutto per offrire ricovero ai tanti pellegrini diretti alle sacre mete, la città di Como visse un momento di intensa attività edilizia e la campagna fuori dalle sue mura andò riempiendosi di importanti borghi, ospizi, chiese, abbazie e monasteri che, insieme ai numerosi castelli dell’epoca, sono in parte visibili anche oggi.

Nel 1010, sotto la guida  del vescovo Alberico, una comunità di monaci benedettini andò insediandosi in una chiesa paleocristiana la cui data di fondazione oscilla tra la fine del IV e la metà del V secolo. Nel primo caso venne individuato come fondatore Felice, primo vescovo di Como che, su ordine di sant’Ambrogio, avrebbe diffuso il cristianesimo in terra lariana. Nel secondo caso, invece, il fondatore fu il vescovo Amanzio, il quale avrebbe eretto la chiesa per conservarvi le reliquie dei santi Pietro e Paolo, da lui stesso trasportate da Roma. 
5 Basilica Sant'Abbondio- Como - navata centrale

Ciò che è certo, invece, è che l’edificio sorgeva poco fuori dalle mura urbiche, in posizione appartata rispetto allo sviluppo odierno della città di Como.

Questa collocazione, in quel preciso momento storico, si rivelò strategica in quanto, presidiando il tracciato della via Regina, fungeva da collegamento tra la pianura padana e Coira e, dunque tra Milano, la Rezia e l’Oltralpe centrale, e da lì, ci si poteva connettere con il Reno e il Danubio.


Una volta insediati, i monaci benedettini si assunsero l’onere di ricostruire ex-novo l’edificio, che venne in seguito dedicato a Sant’Abbondio, secondo uno stile che risentiva fortemente dell’influsso di modelli appartenenti a un’area geograficamente molto lontana: quella sassone e renana.

6 Basilica Sant'Abbondio- Como - presbiterio

La cifra dello stile della basilica edificata da questi monaci, che noi oggi chiamiamo romanico, vede infatti la sua prima sperimentazione in Francia. Per la precisione, il primo prototipo dello stile romanico d’Oltralpe sorse a Caen, nella bassa Normandia. Esso venne edificato nel 1060 all’interno dell’Abbaye aux Hommes: si tratta della Chiesa di Santo Stefano (Saint Etienne)

Il particolare che accomuna questa struttura con altre che via via porterò alla vostra attenzione è la presenza della doppia torre.









7 Chiesa Saint Etienne - Caen
Una volta ricostruita la nuova abbazia, la comunità dei monaci venne ricorsivamente gratificata dei privilegi concessi dall’autorità imperiale di origine tedesca e la fondazione del monastero fu seguita, a distanza di pochi anni, anche dai cenobi di San Carpofaro e San Giuliano in Como e dall’istituzione di canoniche – San Fedele in città e Sant’Eufemia sull’isola di Comacina – accomunate dalla pratica benedettina. 

Almeno fino al XIII secolo Sant’Abbondio mantenne legami strettissimi con l’episcopato che continuò a concedere innumerevoli favori: alla fine del Duecento il monastero godeva di un patrimonio, costituito di terreni e edifici, talmente vasto che si distribuiva sia in città che nei dintorni, nel contado (l’intera zona lacustre), nell’attuale Canton Ticino, in Valchiavenna e persino in Valtellina.


8 Basilica Sant'Abbondio - cupola presbiterio

Ad avvalorare la tesi, sostenuta da illustri storici dell’arte, secondo cui la basilica di Sant’Abbondio debba essere considerata l’esemplare dello stile romanico diffuso nel resto della nostra penisola, concorrono due precisi fattori: la data della sua consacrazione e l’autore della stessa. 


Infatti, nel 1095, anno che fu decisamente rilevante sul piano della storia europea, la nuova basilica venne consacrata nientepopodimeno che da papa Urbano II.

9 F. Hayez, Papa Urbano II sulla piazza di Clermont







Urbano II, nato Eudes (Ottone) di Lagery, nacque nel 1042 a Châtillon-sur-Marne e, formatosi a Cluny sotto la guida di Ugo il Gande, nel 1078 fu investito della carica di vescovo cardinale di Ostia, direttamente da Gregorio VII. A distanza di un decennio, il 12 marzo del 1088, venne eletto papa in Terracina, in quanto Roma era nelle mani dell’antipapa Clemente III. Fu costantemente sostenitore del programma politico di Gregorio VII, quindi fu un grande sostenitore dei Normanni, e oppositore dell’imperatore Enrico IV. Nel periodo che va dalla investitura a papa, fino alla sua morte, convogliò ogni energia nella Riforma della Chiesa, partendo dall’Italia meridionale ed esplicando un’opera di profonda riorganizzazione sia nell’Italia settentrionale che in Francia e in Germania.

Una volta rianimati i vescovi favorevoli alla riforma, diede inizio a una serie di operazioni tattiche mirate a isolare Enrico IV. Quando ebbe raggiunto il prestigio necessario organizzò una lega lombarda che intercettò Enrico IV, allora in discesa verso l’Italia, e dispose l’incoronazione a re del figlio Corrado, ormai passato dalla sua parte. 

In questo modo, esattamente nel fatidico anno 1095, riuscì a portare a termine tre obiettivi fondamentali. Indisse due importantissimi concili, uno a Piacenza e uno a Clermont-Ferrand, che gli permisero sia di scomunicare solennemente re Filippo I di Francia e di autoproclamarsi capo di tutte le Chiese (dichiarando che i re e i signori gli dovessero prestare giuramento di fedeltà) e, nel novembre dello stesso anno, diede avvio alla prima crociata, organizzata al fine di combattere i nemici della fede, riscattare il Santo Sepolcro, liberare la cristianità d’Oriente dagli oppressori, e con la quale veniva garantita la remissione di ogni penitenza, oltre che la protezione dei beni e delle famiglie dei sostenitori. Essendo egli un uomo estremamente dinamico non si accontentò di fermarsi qui e, infatti, le cronache del tempo ci informano di come, tra un concilio e l’annuncio della prima crociata, Urbano II pensò bene di consacrare anche più di un bene di proprietà della Chiesa, come ad esempio l’altare del monastero di Cluny e la basilica di Sant’Abbondio, a Como.

Col trascorrere dei secoli la storia subì diverse modifiche e con essa anche il nostro edificio. Nel 1475, l’abbazia venne data in commenda, mentre il primo radicale restauro in chiave classicista va fatto risalire al 1586. Nel 1616 la chiesa e l’annesso monastero vennero ceduti alle monache agostiniane di San Tommaso di Civiglio e ciò comportò l’adeguamento dell’edificio ai canoni di Carlo Borromeo. Nel 1863, inoltre, Serafino Battista, insegnante del seminario e studioso di archeologia e epigrafia, promosse il restauro della basilica per restituirne le vesti romaniche. 
Nel corso del Novecento vennero messi a punto ulteriori interventi e, infine, negli ultimi decenni l’annesso monastero è diventato (ed è ancora oggi) sede della facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi dell’Insubria.

La doppia torre, di Saint’Etienne prima e di Sant’Abbondio poi, assunse valenza di vessillo di una politica religiosa, di origini sostanzialmente normanne, che legò la Francia più nordica con l’estremità dell’Italia. 
10 San Sepolcro - Milano

Queste torri gemelle, pertanto, hanno attraversato la Manica, per fondare Canterbury, sono scese attraverso le Alpi per abbracciare Como, hanno lasciato tracce in altre zone del Nord del Paese, tra cui Milano, come ad esempio nella storica chiesa di San Sepolcro, e sono fiorite persino in Sicilia, a Cefalù, dove peraltro Urbano II discese per proteggere la nuova monarchia normanna.  

11 Cefalù - Cattedrale della Trasfigurazione











Orbene, cari amici, la prima parte del nostro viaggio in terra lariana si conclude qui. 

Cosa pensate di questo itinerario?

A presto, un caro saluto a tutti ! ^__^

12 Eccomi a Cefalù (spiaggia, centro e cattedrale sullo sfondo)


FONTI BIBLIOGRAFICHE:
Basilica di Sant’Abbondio, Como: Wikipedia, Enciclopedia Treccani, Lombardia Beni Culturali, Fondazione Provinciale della Comunità Comasca, Italia Nostra, La buona strada di Philippe Daverio
- Chiesa di Santo Stefano a Caen: Wikipedia, Enciclopedia Treccani
- Chiesa di San Sepolcro a Milano: Wikipedia, Lombardia Beni Culturali
- La via Regina: Limes, Rivista Italiana di Geopolitica, Le carte storiche
- Urbano II: Wikipedia, Enciclopedia Treccani

FONTI ICONOGRAFICHE:
le seguenti immagini sono frutto di scatti personali: 1, Como, imbocco portuale; 2, Basilica Sant’Abbondio, facciata; 3, Basilica Sant’Abbondio, abside; 5, Basilica Sant’Abbondio, navata centrale; 6, Basilica Sant’Abbondio, presbiterio; 8, Basilica Sant’Abbondio, cupola presbiterio; 11, Cattedrale della Trasfigurazione a Cefalù; 12 Cefalù: spiaggia, centro urbano e cattedrale sullo sfondo
- immagine 4: Limes Rivista Italiana di Geopolitica, Carte storiche, Tavola Peutingeriana
- immagine 7: Wikipedia, Chiesa di Saint’Etienne, Caen
- immagine 9: Wikipedia, Francesco Hayez, Papa Urbano II sulla piazza di Clermont predica la prima crociata. 1835, Gallerie di Piazza Scala, Artgate Fondazione Cariplo
- immagine 10: Wikipedia, Chiesa di San Sepolcro, Milano 


20 commenti:

  1. Devo dire che la Basilica di Sant'Abbondio mi ispira molto. Il romanico è uno degli stili che apprezzo maggiormente, forse anche più del gotico (che pure amo molto), perché mi dà un senso di essenzialità, quasi di vicinanza alle origini della spiritualità collegata alla religione. Non so quanto questo sia storicamente sensato, ma lo percepisco così.

    RispondiElimina
  2. Sai Grazia che questa tua affermazione mi piace assai? Anch’io, pur apprezzando molto anche il gotico, avverto lo stile romanico come un linguaggio ancor più spirituale. Va anche detto che sono ben pochi, almeno in Italia, i monumenti romanici scarsamente contagiati dagli stilemi successivi. A ogni modo e non a caso, alcune parti di questo lungo articolo su Como e il suo lago gireranno ancora intorno al tema dello stile romanico :)

    RispondiElimina
  3. Mi piacerebbe visitare la zona, mia moglie ha da sempre delle care amiche della zona di Como,amiche con cui ci vediamo tutti gli anni in Abruzzo dove villeggiamo, ci hanno spesso invitati avisitare la zona del Lago,chissà che prima o poi non riusciamo ad andarci sul serio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non perdere assolutamente l’occasione, Nick e venite sul lago di Como perché le meraviglie da visitare sono infinite e presto ve le racconterò attraverso questo lunghissimo articolo a puntate… e magari anche di persona! ^^

      Elimina
  4. Mai stata a Como, che echeggia nelle prime righe del romanzo di Manzoni con tutto quel fascino...
    Ne conosco un po' dai racconti di mio marito, che ebbe modo di lavorarci per un periodo e ancora ne ricorda l'eleganza e compostezza. La basilica di Sant'Abbondio è meravigliosa. Sai che mi ricorda la cattedrale di Gerace, in Calabria? Anche se quest'ultima è decisamente più spartana e non può vantare la storia che racconti nel tuo post.
    Una cosa affascinante del Medioevo è proprio quanta vita, interessi e vicende attirassero queste grandi costruzioni della cristianità.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai visto che bella S. Abbondio? E mi fa piacere che ti ricordi un po’ anche la cattedrale di Gerace, si vede che ci sono delle affinità! Comunque, cara Luz, devi assolutamente vedere Como e anche i dintorni: non te ne pentirai! Nel mio piccolo proverò a mostrarvi qualche angolino, così, tanto per stuzzicare l’appetito :)
      Inoltre, sul Medioevo non potrò mai darti torto… se poi ci fermiamo a riflettere che oggi viviamo nell’epoca della globalizzazione, cioè del piattume totale: meglio non dire :)

      Elimina
  5. Bellissimo davvero. Io conosco bene la zona del Garda per frequentazione abituale, a questo punto prima o poi devo "cambiare lago" e vedere anche quel che offre Como.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il Garda è una meraviglia, l’ho girato in lungo e in largo, lo conosco piuttosto bene; d’altra parte io sono, da sempre, una patita dei laghi. Il lago di Como, come vedrai, è chiaramente più piccolo, ma molto, molto diverso anche per la conformazione, vedrai, e offre degli scorci davvero suggestivi. :)

      Elimina
  6. Ammetto con vergogna di non aver mai visitato quei luoghi. Sono stato spesso intorno al lago di Garda ma mai sul lago di Como. Rimedierò e anche il più presto possibile. Belle immagini, brava Clementina.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma come, anche tu, Max? Qui serve un intervento urgente, allora :D Scherzi a parte, prossimamente vi mostrerò un altro gioiello lariano che nemmeno tu potrai dire di non aver mai visto… anche se, magari, non ci sei mai stato ;-)

      Elimina
  7. Non sono mai stato da quelle parti, se non ti passaggio mentre mi recavo a Bellinzona.
    La storia della zona del lago diventa poi davvero interessante a partire dal XIX secolo, che immagino racconterai nel prossimo post. :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Arriverò anche al grandissimo Alessandro Volta, non c'è dubbio! ;)
      Non è che ti andrebbe di preparare un bel guest post? :) :)

      Elimina
    2. Ciao Clementina!
      In realtà mi riferivo tutti quegli inglesi, in particolare scrittori e poeti, che venivano a soggiornare sulle rive del lago di Como.
      Quanto al guest-post: guarda no, mi spiace, ho definitivamente chiuso coi guest-post. Dopo averne scritti 100, penso di aver dato. Ritengo già più che sufficiente avere un blog mio da gestire. :)

      Elimina
    3. Grazie lo stesso, Marco :)
      Ci ho provato... e ci proverò ancora... mai dire mai ;-)

      Elimina
  8. Che bello il presbiterio della Basilica Sant'Abbondio! Per quanto riguarda il lago di Como, come sai ho un debole per gli specchi d'acqua incassati tra le montagne, e per il lago di Como in particolare. Lo conosco piuttosto bene, avendoci trascorso diverse estati, ed è uno dei miei luoghi del cuore.
    Per quanto riguarda Urbano II, è vero, era uno dei primi esempi di Papa itinerante, una specie di commesso viaggiatore di Santa Romana Chiesa. Una persona molto intelligente, a quanto ho letto. E poi lo associo sempre alla prima crociata. ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Meno male che c'è anche chi ha visitato questo lago! :)
      Hai visto che meraviglia il presbiterio? Ma anche gli affreschi nella tribuna interna, vicino all'organo, che non ho inserito per dare spazio ad altre immagini,
      sono un incanto. Lì si trova una descrizione delle attività umane e degli strumenti agricoli tipici del Medioevo, che un po' mi ricorda l'abbazia di Piona. A ogni modo, queste chiese erano a tutti gli effetti delle enciclopedie per la gente dell'epoca.

      Elimina
  9. Bel reportage! Mi hai riportato indietro nei.. secoli, quando ci andai con mio papà.
    Ciaooo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Wow, la Pat *__* Ciaooooooo!
      Sono contenta che ti abbia acceso un bel ricordo :)) Allora, resta sintonizzata, mi raccomando, perché ho in programma di mostrarvi ancora qualche chicca di questo lago.
      Un bacioneee ^__^

      Elimina
    2. E la Pat... la Pat che morde oggi.. lasciamo perdere. Sanità italiana

      Bei ricordi sì ma molto sfumati. ERa bambina all'ora...
      Ciaooo

      Elimina
    3. Ahi, quello della sanità è un tasto dolente... Baciiii

      Elimina