lunedì 8 gennaio 2018

Tarocchi classici: Arcani Maggiori. Il Papa/14





Cari amici,

dopo circa un mese di chiusura il blog riapre! ^__^ 

Riprende il viaggio con il fermo proposito di entrare nel nuovo anno con brio e una gran voglia di condividere insieme a voi tante cose belle.  *__* 

Pian piano mi metterò in pari, leggendo i post degli amici (blogger in primis), commentando a mia volta, editando articoli e recensioni promessi da secoli e millenni e non ancora realizzati.
Per iniziare dedico il primo post del 2018 all’analisi del quinto arcano della serie dei Tarocchi.
Si tratta in assoluto di una delle lame più benauguranti del mazzo, un grandissimo maestro che indica un prezioso obiettivo nella vita, e vi prego di accoglierla come personale augurio a tutti noi per le nostre nuove avventure! 

La carta di cui parleremo oggi, infatti, è Il Papa.

Arcano V, Il Papa, Mazzo di Marsiglia ed. Lo Scarabeo
DESCRIZIONE:

La carta in questione rappresenta un personaggio anziano, con barba e capelli bianchi, che indossa una tunica blu e oro e una cappa rossa. Di fronte a lui, stanno inginocchiati due discepoli che sembrano riservargli grande ammirazione. Lui li benedice con la mano destra. Il suo sguardo è rivolto lontano, sembra indirizzato verso una dimensione superiore, verso l'infinito.

CONNESSIONI TRA STORIA E ICONOGRAFIA:

Rispettando il nostro schema tradizionale, inizieremo considerando i riferimenti storici poiché, lo ricordo ancora una volta, nella prima serie di arcani, quella che va al primo al decimo, sono contenute immagini che hanno una connotazione storica o sociale. Esattamente perciò questa serie viene normalmente definita la serie “chiara”.
Tuttavia, trovare un preciso riferimento storico per questa lama è quasi impossibile. Ciò che possiamo fare, casomai, è inquadrarne la datazione. A questo proposito, tengo a ricordare ancora una volta che i Tarocchi furono inventati quando il Papa era considerato la suprema autorità spirituale sulla terra, con il potere di rappresentare Dio e conferire autorità agli imperatori.

Per provare a individuare quali personaggi reali fossero stati rappresentati nelle carte, e più nello specifico per trovare una connessione tra il Pontefice raffigurato nei tarocchi, si è molto discusso sulla presenza di immagini papali con o senza barba.
Diciamo, allora, che nel Tarocco di Carlo VI e in quello del Mantegna il Papa appare senza barba. Nei Tarocchi marsigliesi e in molti Tarocchi moderni il Papa ha la barba.
A ciò aggiungiamo che da Clemente XII (1700) in poi fino ad oggi, i Papi sono tutti senza barba, ma nel periodo che va dal 1523 fino a Clemente XII, e poi fino a Papa Innocenzo XII compreso, tutti i Papi hanno la barba.
Per converso, nel periodo precedente (dal 1216 al 1362) poteva capitare di vedere Papi con o senza barba, mentre dal 1362 al 1523 i Papi sono tutti rasati tranne il Papa del grande scisma di Avignone, Clemente VII.
Dunque, per quanto la ricerca appaia meritoria, la barba con la quale viene rappresentata questa figura dei Tarocchi non va intesa come un preciso riferimento realistico di un ritratto, ma deve essere interpretata come un aspetto di saggezza in quanto, in quell’epoca, le persone sagge venivano sempre raffigurate con questo ornamento naturale dovuto all’età avanzata alla quale veniva attribuito tale dote intellettiva.

Su cosa conviene concentrarsi, quindi?
Sarà di grande aiuto tenere in considerazione che nell’arco dei secoli questa figura riportata nei tarocchi non ha subito trasformazioni radicali rispetto ai primi modelli rinvenuti e i suoi attributi sono sempre rimasti gli stessi.

Il Papa, infatti, è sempre stato raffigurato seduto, su un trono dalla SPALLIERA A SBARRE, in posizione dominante, accanto o di fronte a DUE INTERLOCUTORI; vien sempre rappresentato con la TIARA sul capo, il BASTONE CROCIATO tenuto in una mano, il LIBRO SACRO alternato alle chiavi che indicano la discendenza da San Pietro, l’atteggiamento BENEDICENTE, i colori della veste BLU, ORO, ROSSO, entrambe le mani contrassegnate da CROCI.

Iniziamo con il primo di questi: la spalliera del trono su cui lo troviamo seduto.
Essa è composta da sbarre che evocano i pioli di una scala: questa scala, secondo moltissime fonti, tra cui Jodorowsky e Tuan, sembra unire gradino per gradino il corpo e lo spirito. Il Papa, infatti, unisce il cielo e la terra: è ricettivo verso l’alto e attivo verso il basso, quello che riceve dall’alto lo trasmette verso il basso, ai suoi discepoli e, nello stesso tempo, trasmette all’alto le preghiere di quest’ultimi.

In riferimento ai due interlocutori, i due personaggi inginocchiati di fronte al Papa,  invece, segnalo l’affresco di Papa Sisto IV in trono, accreditato a Melozzo da Forlì e conservato presso la pinacoteca Vaticana, nel quale il Sommo Pontefice (Sisto IV, nato come Francesco della Rovere) è affiancato dal primo notaio apostolico, il nipote Raffaele Riario e dal cardinal nipote Giuliano della Rovere. Possiamo affermare, così, che la presenza dei due personaggi trova una conferma anche dal punto di vista storico.

Melozzo da Forlì, 1477, Papa Sisto IV in trono. Roma, Pinacoteca Vaticana.
In piedi, da sinistra, Giovanni della Rovere, Girolamo Riario, Giuliano della Rovere, Raffaele Riario,
tutti nipoti del papa.

I due interlocutori, pertanto, che possono simboleggiare due monaci ma anche entrambe le polarità dell’essere o entrambi i lati o aspetti di una contraddizione, sono inginocchiati davanti al Papa, per ascoltarne le parole e riceverne la benedizione. Di fronte a essi il Santo padre rappresenta l’unità: i due poli della contraddizione sono riuniti dallo Spirito. Il Pontefice guarda nella direzione del monaco di destra e il suo pastorale sfiora il capo di quest’ultimo.

Jodorowsky ci suggerisce che si può pensare anche ai due monaci come alle due vie della conoscenza alchemica. Il monaco di sinistra simboleggerebbe “la Via secca”, dello studio e della fatica; quello di destra “la Via umida”, quella dell’illuminazione, della rivelazione e ricezione immediata.


Veniamo allora all’elemento tiara.
Nella carta il Papa viene sempre rappresentato con la tiara. Ebbene, questo oggetto liturgico ha subito nel corso dei secoli alcune trasformazioni stilistiche.

Nei primi secoli fino al VII i Papi indossavano la mitra e una specie di berretto frigio. Dal XIII al XI secolo il berretto viene arricchito di una banda d’oro arricchita da alcuni gioielli, in particolare una grossa pietra preziosa.
Dall’inizio del XIII secolo e fino a quello successivo, la banda d’oro diventa una corona dentellata, detta Regnum. Con Bonifacio VIII (1300) la corona viene raddoppiata e acquista la denominazione di Biregnum. Contestualmente il berretto perde la punta e il bottone.
Infine il Biregnum diventa un Triregnum, ossia viene aggiunta una terza corona sormontata da una croce.

Per meglio comprendere questi passaggi vi riporto alcuni esempi: nei Tarocchi di Carlo VI il Papa porta una tiara a punta con una sola corona dentellata. Si pensa quindi che sia stato ideato tenendo presente il periodo papale che va dal 1200 al 1300. Nel Tarocco marsigliese, invece, il protagonista del trionfo indossa un Biregno, quindi qualcuno crede che la sua ideazione si anteriore alla sua realizzazione.

Il Papa, mazzo di Tarocchi di Carlo VI. Secolo XV. Qui è
possibile osservare che, al posto del Pastorale, il Papa tiene
in mano le chiavi.
Procedendo nella nostra analisi prendiamo in considerazione un ulteriore elemento: il bastone crociato. 
In molti mazzi, così come in quello di Marsiglia, questo bastone presenta sette punte.

Infatti, questo scettro è costituito da una croce con tre braccia orizzontali attraversate da una quarta che ne costituisce l'asse e l'impugnatura. 

Simbolicamente tutti concordano nell’attribuire a tale oggetto il significato di unione degli opposti che avviene nei quattro regni della natura (acqua, aria, terra, fuoco) e sui tre piani dell’essere (materiale, intellettuale, spirituale).

Secondo Laura Tuan, inoltre, il numero delle punte corrisponde al numero dei simboli planetari (sette punte, sette pianeti) e tale numero allude al potere spirituale che viene esercitato sul mondo. 
Vi ricordo che il numero sette ha anche analogie con le sette note musicali, con i sette giorni della settimana, con le sette virtù. con i sette sacramenti, e che tutti questi simboli rimandano sempre a intelletto, forza e moto armonico.





Per quanto riguarda, invece, il pastorale alcune fonti fanno riferimento a una miniatura del XV secolo, conservata presso la Biblioteca Nazionale “Vittorio Emanuele III”, a Napoli, nella quale troviamo San Nicola benedicente con in mano tale libro.

San Nicola benedicente.
Miniatura conservata presso la
Biblioteca Vittorio Emanuele III, Napoli. 

In pratica, secondo la maggior parte degli esperti, nel quinto arcano maggiore, il tomo tenuto in mano dal Pontefice è il Libro Sacro della fede cristiana, cioè la Bibbia (Vecchio e Nuovo Testamento).

E cosa dire riguardo i cromatismi delle vesti del Pontefice in questa carta? 

Blu e oro sono colori da sempre associati allo spirito e alla purezza. Il rosso, invece, rivela una matrice più materiale

In sintesi, l’abbinamento cromatico delle vesti e degli accessori di questa figura rivelano quanto il pensiero e l’intelligenza del soggetto siano diretti verso l’azione.

Infine, per concludere l’analisi dei segni ricorrenti, Jodorowsky ci ricorda che la croce, che nel mazzo di Marsiglia troviamo posta su entrambe le mani, suggerisce che il modo di agire del soggetto rappresentato è sacro e disinteressato.

Come potrete quindi capire, tutte le fonti storiche confermano come i modelli iconografici del nostro trionfo siano quasi sempre rimasti inalterati nel tempo.   


Adesso, se vi va, ci soffermiamo su un attributo che varia di epoca in epoca: il guanto.

Il guanto indossato sulla mano sinistra rappresenta un’eccezione.

Se, infatti, nella figura del Papa all’interno del mazzo di Tarocchi di Carlo VI, risalente al 1460 circa, non vi è traccia di guanti, ritroveremo questo accessorio in tutti i mazzi successivi, incluso quello di Marsiglia. 
In alcune versioni, come quella che vi propongo nel presente post, troviamo addirittura entrambe le mani inguantate.

Storicamente, sembra che i guanti entrino nel vestiario liturgico molti secoli prima, cioè intorno al X secolo, per la precisione nel 915. 
Tuttavia, solo a partire dal XII secolo assumono un significato particolare e sotto il papato di Innocenzo III (quindi tra il 1161 e il 1216) essi vengono altresì arricchiti da un piccolo disco d’oro ornamentale. 

Questa placchetta d’oro porta una semplice croce di Malta ma in seguito sarà ornata in maniera diversa a seconda della moda del tempo.
Come potete osservare, nel mazzo dei Tarocchi di Marsiglia le croci di Malta sono ben evidenti su entrambe le mani.

Ebbene, secondo Jodorowsky, la raffigurazione di un prelato con la mano guantata ha il preciso compito di indicare quanto quest’uomo sia da considerare uno strumento della volontà divina


CONNESSIONI MITOLOGICHE:

Davvero vogliamo trascurare le connessioni di questo arcano con la sfera dei miti?
Nemmeno per scherzo!


Giove di Smyrne, 250 AC
Museo del Louvre, Parigi

Infatti, dovete sapere che Il Papa è l’Arcano Maggiore tradizionalmente associato al segno del Toro e al dio Giove, o se preferite, Iupiter, o Zeus.
Tale arcano anticamente veniva denominato Ierofante. 

Ierofante (dal greco hiera “oggetti sacri” e phantes, “colui che mostra”), significa letteralmente “colui che mostra gli oggetti sacri”: esso era il titolo dato ai sacerdoti più importanti dei Misteri Eleusini, basati sul culto di Demetra.

Lo Ierofante era l’unico che poteva toccare e mostrare gli strumenti sacri della dea, mentre si circondava di luce mistica e pronunciava parole esoteriche. La rivelazione di questi oggetti sacri faceva parte del processo segreto d’iniziazione, e la loro natura è rimasta sconosciuta.
Poiché Demetra era la dea del grano, molti studiosi credono che la cerimonia iniziatica implicasse la rivelazione delle spighe di grano, il dono della dea all’umanità.
La sacra enfasi sul grano continuò più tardi con la Cristianità attraverso l’Eucaristia. Lo Ierofante divenne quindi il Papa.

Dovete saper che esiste anche una versione di tarocchi detta Tarocchi dei Santi,  creata da Robert Place, un autore americano contemporaneo, noto per i suoi studi sui tarocchi e che insegna misticismo occidentale, uso e storia dei tarocchi, presso il New York Open Centre e il Metropolitan Museum of Art di New York, secondo cui il Papa rappresenta San Pietro.


Simone Martini, San Pietro, 1326,
Museo Thyssen Bornemisza, Madrid
Pietro, come sappiamo, è stato nominato guardiano della porta del Paradiso:
E io ti dico, tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa, e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli.” (Matteo 16:18-19).

Secondo le sacre scritture Pietro era un uomo sposato ed è l’unico apostolo il cui matrimonio è dato per certo nel Nuovo Testamento, attraverso riferimenti alla madre di sua moglie.
Alcuni autori sostengono ancora oggi che il Cristo deliberatamente lo scelse per essere a capo della chiesa, ben sapendo che fosse sposato. 
Sebbene Pietro lasciò sua moglie per circa tre anni per seguire Gesù, ritornò da lei dopo la morte di Gesù. 
Sulla base di svariati racconti questo apostolo portò con sé la moglie a Roma, dove svolse un ruolo importante predicando e promuovendo la cristianità. Ella fu martirizzata durante la persecuzione di Nerone e divenne nota come Santa Perpetua
Per questa ragione lo studioso Robert Place conclude che Perpetua potrebbe anche essere considerata la prima Papessa.
Chissà... 


La Regina di Saba davanti al tempio di Salomone a Gerusalemme, dipinto di Salomon de Bray (1657)



Secondo alcune fonti, invece, giacché Il Papa mostra una figura regale assisa tra due colonne che non sostengono alcuna struttura, è possibile che per un certo periodo storico abbia rappresentato non il Papa di Roma, ma il Gran Maestro templare, capo dei massoni. Se si considera che tutt’oggi il Gran Maestro di alcune obbedienze massoniche siede su di trono tra due colonne non sovrastate da alcuna membratura, questa ipotesi è ancora più plausibile. Sempre in base a tali calcoli i due pilastri massonici sarebbero una copia di quelli eretti nel portico del santuario interno del tempio di Gerusalemme, l’edificio che per altro ospitò i Templari.

In questa chiave Il Papa, che come già anticipato era anche detto Ierofante, presenterebbe moltissimi punti di contatto con il maestro templare, il quale era per l’appunto investito del compito di iniziare i nuovi affiliati. Queste osservazioni possono rendere chiaro il motivo per cui assieme alla Papessa, questa lama è stata oggetto delle ire vaticane al punto tale che fu tolta dal mazzo, per poi ricomparire solo nel 1500.


INTERPRETAZIONE SIMBOLICA


Ed eccoci alla parte interpretativa... 

Come già accennato, il Papa corrisponde al quinto arcano.
In via generale possiamo dire che esso rappresenta un ponte tra il mondo terreno e il mondo spirituale.

Infatti, il Cinque è un numero di passaggio: introduce un ideale che sconvolge la stabilità del Quattro per superarlo.

Il Papa, quindi, fa un passo in avanti rispetto alle lame precedenti: dopo l’accumulo della Papessa che prepara la nascita, l’esplosione dell’Imperatrice e la stabilità dell’Imperatore, il Papa, pur restando nella materia, indica un cammino verso la dimensione ideale.

Il Cinque insito nella lama del Papa, sta a significare lo spirito che domina gli elementi
Questa figura percepisce Dio, i messaggi provenienti dall’alto, percepisce il mondo super-naturale, rappresentando il punto di contatto fra i due mondi.

Di fatto, il trionfo in esame rappresenta il punto di incontro degli opposti, la quintessenza, il punto centrale che unisce alto e basso, destra e sinistra, il punto da cui parte l’irradiazione che permette di uscire dalla staticità del cubo per arrivare a una quinta dimensione non calcolata, ma presente e attiva.
Possiamo dunque asserire, senza timore di sbagliare, che esso rappresenta la saggezza e l’esperienza che agiscono sia nella vita religiosa e spirituale che nel presente, nel quotidiano. 
In pratica, Il Papa ha imparato a sublimare gli aspetti terreni, le pulsioni, gli istinti e le passioni.

Quando la carta appare nel gioco fa riferimento a una persona che ha raggiunto l’apice delle sue potenzialità su tutti i fronti. Non lo spaventano le contraddizioni, anzi, è proprio nella conciliazione degli “opposti” che applica al meglio il suo ruolo.
Può anche rappresentare una situazione che si risolve all’improvviso, senza apparenti motivi. Una protezione dall’alto o influenze benefiche nascoste.

Bisogna sempre tenere a mente che Il Papa è il mediatore per eccellenza, un garante della diplomazia, di lealtà, legalità, di contatti vantaggiosi soprattutto in ambito giovanile.
Quindi, quando esce in un gioco concernente gli esiti di una situazione, indica che l’azione intrapresa sarà vantaggiosa corrispettivamente a quanto impegno, determinazione e serenità si sono impiegati.

Il Papa, inoltre, insegna che attraverso il silenzio possiamo trovare l’accesso al nostro mondo interiore. Possiamo farci mediatori delle polarità che albergano dentro ogni essere umano. Possiamo ascoltare le voci dentro di noi, discernere quella corretta e rifletterla all’esterno senza distorcerla.
La funzione di questo arcano, pertanto, non è di creare, ma piuttosto quella di trasmettere, spiegare, illuminare. Ma, come ci ricorda Jodorowsky, il Papa non può trasmettere tutto, e in quello che insegna rimane una parte di segreto, qualcosa di indicibile... qualcosa che tocca a noi decifrare, usando il cuore.

Ma allora, come dobbiamo interpretare la carta dal punto di vista del percorso evolutivo?

Ecco, in linea di massima, la risposta è la seguente: questo arcano si presenta quando ci stiamo chiedendo quali ideali stiamo seguendo, cosa stiamo trasmettendo agli altri, o quando ci chiediamo se stiamo seguendo una guida saggia oppure no. 
Uscendo nel gioco, pertanto, invita il consultante ad assicurarsi che i contenuti e i metodi della propria ricerca rimangano in armonia con i propri principi etici e la propria coscienza.

Vogliamo scoprire anche le interpretazioni specifiche
Eccole!

Nell’ambito professionale la carta indica che ci stiamo occupando di temi che superano di gran lunga i temi quotidiani di sicurezza, successo, guadagno e riconoscimento. Indica che stiamo ricercando i contenuti profondi, i compiti che ci soddisfano e la vera vocazione.
Sempre per quanto concerne il piano professionale, secondo Laura Tuan,  la lama indica anche una posizione invidiabile, l’apice della carriera.

Nei rapporti personali, Il Papa ci ricorda che ci troviamo in una fase in cui crescono fiducia reciproca e l’affetto e nella quale i valori morali diventano determinanti nel rapporto con gli altri.

Sul piano fisico, inoltre, ci parla di superamento di una crisi, di apertura verso la stabilità, di calma fisica e psichica.

Per quanto riguarda le persone, questo trionfo fa riferimento a una persona matura protettiva, disponibile, un maestro generoso di esperienza che sa esprimersi al meglio, molto eloquente, convincente e che, infatti, è in linea con la legge universale, la saggezza cosmica.

Wow! Quante cose sono saltate fuori, vero? 
Vi sono sembrate interessanti?

Cari amici, siamo ormai giunti alla fine del post. 

Ebbene, prima di passare ai saluti, vi ricordo la giusta domanda da porsi di fronte a un mazzo di Tarocchi qualora lo si voglia usare per meditare sulla propria situazione spirituale. 
Preferisco metterlo nero su bianco in modo da chiarire la differenza tra i due diversi metodi di consultazione.

In questo caso, dunque, sconsiglio di chiedere: “Cosa mi succederà?”, perché questo tipo di interpellanza non può che essere fuorviante in un simile contesto. Essa è adatta unicamente a un utilizzo predittivo.
Il quesito corretto, bensì, sarà: “Cosa posso fare perché ciò accada?”... 

Tutto chiaro?

A questo punto vi invito a lasciare la vostra opinione riguardo all’arcano appena esaminato.

Cosa pensate, dunque, di questa carta?

Quali segni iconografici vi colpiscono di più e come mai?


Un abbraccio stropiccioso e ancora tanti cari auguri di buon anno... arrivederci a prestissimo! :-)


[ Per recuperare tutti i post dedicati ai Tarocchi finora pubblicati, non dovrete fare altro che cliccare su questa scritta “ARCANI” dove troverete l'elenco dei post con i relativi link.]



BIBLIOGRAFIA:
Laura Tuan, Il linguaggio segreto dei Tarocchi, ed. De Vecchi
Alejandro Jodorowsky, Marianne Costa, La via dei Tarocchi, ed. Feltrinelli
Tarocchi i poteri magici, Omar e Zaira, Res Nova Libri
Akron,Hajo Banzhaf, I tarocchi di Crowley. Il manuale per l'uso delle carte di Aleister Crowley, Hermes edizioni
Valentin Tomberg, Méditations sur les 22 arcanes majeurs du Tarot, Éditions Aubier Montaigne, Paris

ICONOGRAFIA:
Il Papa, Tarocchi di Marsiglia ed. Lo Scarabeo, scatto personale.
Melozzo da Forlì, 1477, Papa Sisto IV in trono. Roma, Pinacoteca Vaticana. Fonte Wikipedia.
Arcano Il Papa del mazzo di Carlo VI. Fonte Wikimedia Commons
San Nicola benedicente, miniatura conservata presso la Biblioteca Vittorio Emanuele III, Napoli. Fonte Wikimedia Commons.
Giove di Smyrne, 250 AC, Museo del Louvre, Parigi. Fonte Wikimedia Commons.
Simone Martini, San Pietro, 1326, Museo Thyssen Bornemisza, Madrid. Fonte Wikimedia Commons.
La Regina di Saba davanti al tempio di Salomone a Gerusalemme, dipinto di Salomon de Bray (1657). Fonte Wikimedia Commons.




13 commenti:

  1. Finalmente sei tornata! Un mese di assenza si è fatto davvero sentire, cara Clementina. Che dire? un articolo bellissimo, ricco di informazioni storiche e interpretative riguardo all'Arcano del Papa. Una figura che colpisce per la positività che vi si associa, e per quel cammino verso la dimensione ideale. Questa figura è la saggezza e l'esperienza per antonomasia, anche se resta sempre una parte di mistero a avvolgere questo uomo dai capelli e dalla barba canuta. E' sicuramente una carta adatta alla meditazione spirituale e personale, una carta che mi piace perchè coglie molti aspetti della mia personalità. Grazie, Clem. Lavoro magnifico!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Anna! *__*
      Sono così contenta di aver fatto ripartire il blog e trovare questo commento mi riempie di gioia!
      Felicissima che ti sia piaciuto l’articolo, ci tenevo molto e ti ringrazio tantissimo stringendoti in un fortissimo abbraccio! ^__^

      Elimina
  2. Bentornata, spero che ti sia ripresa dallo sfortunato incidente... :)
    Ho trovato interessante l'ipotesi sull'alternativa origine della Papessa, che non conoscevo proprio. Inoltre non sapevo nemmeno che Pietro fosse sposato... Ma la Perpetua manzoniana trarrà mica il suo nome da quello della moglie di Pietro?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Marco ^__^, evviva!
      Non vedo l’ora di passare a leggere i tuoi post: ho visto che ne hai pubblicati tanti e, almeno dai titoli, sembrano uno più interessante dell’altro. Tra oggi e domani passo a commentare *__*
      Tornando a questo articolo, invece, confermo quanto scritto: pare proprio che anche Perpetua, martire cristiana, possa aver ispirato l’arcano della Papessa. Vedi che ne abbiamo trovata un’altra?!
      Sulla scelta di Manzoni non sono in grado di aiutarti, anche se in effetti la tua ipotesi è decisamente acuta. L'unica cosa che so a riguardo è che inizialmente Manzoni aveva scelto per questo personaggio un nome diverso: Vittoria. Alla fine, però, l'ha chiamata Perpetua.
      Leggo, inoltre, che sei rimasto sorpreso dal matrimonio di Pietro, ma in realtà quasi tutti gli apostoli di Gesù erano uomini sposati. Eh, sì, proprio così! E ti dirò di più: sembra che le mogli degli apostoli partecipassero agli incontri, a tutti gli incontri con Gesù e la sequela apostolica non prevedeva nessun limite alle donne. Le distorsioni del caso sono sopraggiunte solo a posteriori, non certo durante la vita di Cristo. E anche questo dovrebbe indurci a fare qualche riflessione, in effetti… ;-)
      A prestissimo, dunque e ancora un abbraccione! ^__^

      Elimina
  3. Prima di tutto bentornata, è davvero bello rileggerti! Spero che tu ti sia ripresa completamente.
    Non ricordo se te l'ho già detto, ma apprezzo moltissimo questa tua serie di post, è tra le più accurate che mi sia capitato di leggere sull'argomento. In verità anche se conosco piuttosto bene i Tarocchi da altri punti di vista, non mi sono mai soffermata sui simbolismi, quindi trovo questi excursus interessantissimi, con molti spunti di riflessione. Questo Arcano in particolare, secondo me, è uno dei più difficili da interpretare, forse proprio perché così in bilico tra i due mondi...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Che piacere aprire il blog e trovare i vostri commenti!
      Sono felicissima di ritrovarti anche qui, Maria Teresa *__*
      Hai ben ragione a sostenere che si tratta di un arcano complicato e proprio perché situato tra due mondi: infatti è esattamente questo il suo ruolo, unire queste due dimensioni attraverso un ponte. Ragionando in termini differenti, potremmo considerare Il Papa alla stregua di un portale. Un portale attraverso il quale mettersi in comunicazione con la parte più profonda di noi. Quando Il Papa esce nel gioco viene, di fatto, offerta una possibilità al consultante di esperire qualcosa di straordinario.
      Sul piano meditativo, significa che il tempo è maturo per risolvere questioni di vecchio stampo perché le condizioni spirituali sono favorevoli, vale a dire che ci si trova in una fase del percorso nel quale anche le asperità più accentuate possono essere appianate. Come si sceglierà di procedere dipende da noi, ma la chance esiste e sta a noi coglierla e sfruttarla a nostro vantaggio.
      Sul piano predittivo, si tratta comunque ancora di trovarsi di fronte a un’opportunità che potrà ribaltare il senso degli eventi. Spesso, in questo caso, troveremo un aiuto improvviso che viene concesso, senza secondi fini, da una persona particolarmente saggia e magnanima.
      Infine, cara Maria Teresa, ti confesso che apprendere da parte tua un giudizio tanto favorevole sulla accuratezza della mia serie dedicata ai tarocchi mi inorgoglisce moltissimo. È un balsamo per me, è il miglior carburante immaginabile, quello che mi consente di continuare a rimanere sul pezzo a vele spiegate: grazie di cuore!

      Elimina
  4. Bentornata fra noi!
    Spero che tu stia meglio, dico sul serio.
    Il post è perfetto, non ho niente da dire questa volta se non che ovviamente, il papa un po' rimanda anche i druidi come Merlino ;-)
    Detto questo, sai che ho letto il tuo libro?
    Ti avevo lasciato il link del post in cui ne parlo, lo hai visto?
    Un abbraccio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao bella Francesca, che piacere vedere che sei passata da me! *__*
      Mi fa un immenso piacere che tu abbia gradito la trattazione di questo arcano e sì, convengo pienamente con te: Il Papa è una figura che evoca molto da vicino Merlino, o Abramo. In pratica, rimanda direttamente a una figura dotata di grandissima sapienza che si rivela in grado di proporsi come guida.
      Ma dici davvero che hai letto e recensito il mio Niente Panico???? Non solo non lo sapevo, ma ne sono onoratissima!
      Oggi correrò a cercare il post e a leggerlo… GRAZIEEEEEEEEEE <3

      Elimina
  5. Bentornata! Spero che tu ora stia bene, ma il tuo articolo, ricco e preciso come sempre, mi lascia pochi dubbi in merito. :) Il bastone crociato a sette punte ha attirato per primo il mio occhio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Grazia! 😊
      L"energia spirituale del bastone a sette punte si fa sentire 😉
      Ti ringrazio tantissimo della visita, confermo di sentirmi decisamente meglio 😊...
      Un abbraccione 😍

      Elimina
  6. Risposte
    1. Ciao Nick, grazie, grazie, grazie!
      Un abbraccio 😊😊😊

      Elimina
  7. Ciao Clem, ti do il mio bentornato anch'io, anche se con qualche giorno di ritardo! :) Naturalmente ti faccio i miei complimenti per la completezza del post, che mette in luce anche aspetti storici e artistici sempre molto interessanti. Penso che su ogni carta del mazzo ci si potrebbe scrivere un libro, vero? Il Papa è una figura che mi piace moltissimo. Come prima cosa ho notato la tiara e la croce, e il viso così espressivo. Francamente non mi ero nemmeno accorta, a una prima occhiata superficiale, dei due uomini di chiesa inginocchiati davanti a lui, che quasi si confondono nell'insieme e nei colori. Interpreto comunque il Papa come una figura paterna e protettiva.

    RispondiElimina