venerdì 13 ottobre 2017

Tarocchi classici: Arcani Maggiori. L’Imperatrice/12



figura 1


Prosegue la serie dedicata ai Tarocchi con l'analisi del terzo arcano maggiore: L’Imperatrice.
Alcuni sostengono che la figura di questo trionfo rappresenti l’imperatrice Teodora. In verità, su questa correlazione ho trovato pochi cenni disseminati qua e là (es. la presenza della corona e dello scudo dove l’aquila si accompagna alla croce), ma non nei testi degli autori cui normalmente faccio riferimento.

Tuttavia, per quanto mi riguarda, tra le varie connessioni proposte (la Venere Urania dei greci, la Pistis Sophia degli gnostici e così via) quella relativa alla sovrana bizantina è la più affascinante e convincente. Vi riassumo per sommi capi qualcosa della sua vita …

figura 2


Teodora nasce, intorno al 500 d.C., in una famiglia di umili origini. Il padre lavorava come guardiano degli orsi all’ippodromo di Bisanzio e la madre era un’attrice. Il mestiere di attrice a quell’epoca si caratterizzava per una discreta libertà di costumi ed era di per sé ritenuto infamante.
Di lei è stato scritto che fu “attrice e cortigiana di bassa lega”, cioè una prostituta che si dava alle attività più abiette. Quest’opinione dispregiativa ha accompagnato il suo nome per oltre un millennio.
L’autore più spietato nei confronti di questa donna, divenuta in seguito consorte di Giustiniano, imperatore dell’impero romano d’oriente e condotta al trono con il titolo di Augusta, fu Procopio, avvocato, storico militare e politico bizantino.

Ma andiamo con ordine.
Pare che Teodora, donna bellissima che fino all’età di vent’anni (forse anche molti meno) si esibiva come mimo all’ippodromo di Bisanzio, attirando un pubblico sempre più numeroso, incontrò l’amore più grande della sua vita durante la messa in scena di una rappresentazione teatrale. Nel 522, ad assistere allo spettacolo giunse Giustiniano, che a quei tempi era un quarantenne non ancora insignito del titolo di imperatore e tra i due scoppiò un colpo di fulmine.
Lui ne fece subito la propria amante chiedendo all’allora imperatore in auge, Giustino I, che era pure suo zio, di concederle la dignità patrizia e una licenza speciale, per poterla sposare.
L’imperatrice Eufemia, moglie di Giustino I, si oppose con fermezza alla richiesta: quell’unione era troppo scandalosa per essere ufficializzata. Ma Eufemia morì l’anno successivo e Giustiniano vide esauditi i suoi desideri. Tra il 524 e il 525 sposò Teodora.
Bisogna, però aggiungere un dettaglio non trascurabile a questa storia.
Pochi anni prima di conoscere il futuro marito, Teodora era stata la concubina di un certo Ecebolo, allora governatore di Tyro, importante centro della Libia. Oltre al viaggio in Libia, la giovane ne aveva precedentemente compiuto un altro, molto più misterioso, in Siria, dove era entrata in contatto con gli esponenti del clero cristiano monofisita.
Convertita al cristianesimo, Teodora ha iniziato ad affrancarsi dal mestiere di attrice per dedicarsi ad attività, come lavorare al telaio, che le permettevano di sottrarsi agli sguardi del pubblico. Ma della sua giovinezza, in verità si sa molto poco.  

Quel che è certo è che da quando Teodora entra nella vita di Giustiniano assume un ruolo di primo piano nell’elargire consigli militari e politici.
Giustiniano, infatti, viene incoronato imperatore nel 527, in un’epoca in cui Costantinopoli era impegnata in un complicato conflitto con i Persiani e non mancavano gruppi eterogenei di avversari che provocavano un clima di sommosse per insidiare i palazzi imperiali.
Con il contributo della moglie, l’imperatore porta a casa una serie di successi militari e civili, tra cui l’impegno a portare a termine un grandioso programma di riedificazione e ingrandimento urbanistico. Durante il suo dominio, a Costantinopoli, vengono costruiti acquedotti, ponti e un rilevante numero di chiese, la più spettacolare di tutte è senza dubbio Santa Sofia.
Ma il segno distintivo di questo sovrano, che resterà nella storia come l’elemento di spicco della sua attività, ciò che gli ha garantito l’immortalità, è la raccolta di leggi che è tuttora alla base della civiltà giuridica di molti paesi: il Corpus Iuris Civilis.

La legislazione di Giustiniano influenzò in modo rivoluzionario la condizione femminile. Grazie ad essa vengono conservate antiche leggi sul matrimonio, come quelle sulla dote e le mogli possono accedere più facilmente al patrimonio del marito in caso di divorzio o vedovanza. Alla vedova, viene riconosciuta la quarta giustinianea, un diritto sulla quarta parte del patrimonio del marito. 
Giustiniano propugna leggi sul divorzio e l’adulterio e si preoccupa di sostenere le cosiddette “donne perdute”, tra cui le attrici.
Per questo favore verso le donne guadagna l’appellativo di legislator uxoris.
A Teodora viene tributato il titolo di “paladina delle donne” per il suo impegno in una guerra senza quartiere contro la prostituzione, particolarmente odiata dagli sfruttatori, oltre che in difesa della figura della moglie all’interno dell’istituto giuridico del matrimonio. Inoltre, secondo il parere comune degli storici, a lei va il merito di aver salvato il trono al marito in più di un’occasione.

Ciononostante la sua figura è stata consegnata ai posteri con le tinte più fosche e i racconti più infamanti.
Ed ecco che rispunta fuori Procopio, il principale responsabile della pessima reputazione dell'imperatrice.
Nell’anno dell’ascesa al trono di Giustiniano, Procopio passa al servizio del generale Belisario, un personaggio di rilievo in questa stagione, più volte sospettato di cospirazione contro l’imperatore e in seguito riabilitato. Al fine di screditare il suo generale, Procopio scrive otto libri che avrebbero dovuto contenere il racconto ufficiale dei conflitti dell’epoca e, oltre a questi testi, redige un libello diffamatorio, intitolato Storia segreta, nel quale dipinge Giustiniano come un crudele tiranno e Teodora come “l’imperatrice venuta dal bordello”.

A distanza di molti, molti secoli, fortunatamente la verità è venuta a galla, restituendoci l’immagine di una strenua sostenitrice della dignità e dei diritti delle donne.

E ora passiamo all’analisi della carta dal punto di vista dei Tarocchi di Marsiglia, sempre attraverso gli spunti forniti dai testi di Laura Tuan e Alejandro Jodorowsky.

figura 3
Una donna siede su uno scranno le cui colonne sono diventate due ali. Nella destra tiene stretto uno scudo sul quale è raffigurata un’aquila con le ali aperte, nell’atto di volare; nella sinistra impugna uno scettro sormontato da un globo con la croce.
Di fatto, essa è seduta ma ha le ali, è fissa ma è volatile. In pratica, questa carta indica il passaggio attraverso le contraddizioni. L’Imperatrice corrisponde all’azione intesa come sintesi degli opposti, su ogni piano: intellettuale, fisico, psichico.

Secondo la Tuan, quest’arcano rappresenta la “scintilla mentale” o la “intelligenza creatrice”, Jodorowsky parla della “luce intelligente del cuore dell’Imperatrice” e della abile consigliera, il libro di Omar e Zaira si sofferma sul termine “illuminazione” per descrivere il carattere di questo trionfo.
Addirittura, Jodorowsky, immaginando di sentir parlare l’Imperatrice, le fa dire: “Non statevene lì nella vostra fortezza! Trasformatela in tempio, con tutte le porte e le finestre spalancate, tutte le vostre emozioni sono una delizia […] Seguite le mie idee, diventerete un essere luminoso […]”

Ma veniamo al significato della CARTA AL POSITIVO:

Quando nel gioco esce diritta o in posizione favorevole, assicura energia, dinamismo, intelligenza, chiarezza di idee.
È l’arcano più favorevole a chi ha fatto della mente lo strumento professionale per eccellenza. I suoi significati, infatti, sono connessi a studio, scienza, comprensione, realizzazione pratica delle idee, capacità di dar vita a progetti grandiosi e inediti, in una parola: creatività!
Le sue ali rimandano alla comunicazione in tutte le sue forme, ma l’Imperatrice è anche e soprattutto femminilità, bellezza, intuito, fascino.
A livello affettivo ci parla di un incontro importante che nasce all’insegna della dolcezza e della lealtà.
A livello professionale indica prestigio, meriti riconosciuti, abbondanza e benessere materiale.
Sul piano fisico si riconduce alla ripresa in seguito a una malattia o a una fase di défaillance.
Dal punto di vista delle persone fa riferimento a una donna  giovane e intelligente.

IN NEGATIVO i suoi attributi si rovesciano, pertanto si parla di malizia, falsità, sotterfugio, presunzione, arroganza, indecisione, giudizi poco centrati.
E ancora, intralci sul lavoro, bocciature per gli studenti, insoddisfazioni, affari sfumati, esaurimento.
La persona giovane e intelligente che trovavamo in positivo si trasforma in una falsa amica, immatura, inaffidabile e cinica.

Cercando i motivi che mi hanno spinta a sostenere la tesi del legame dell’arcano con Teodora, ho tenuto conto di alcuni aspetti:

  1. il titolo di imperatrice
  2. il carattere forte, l’indubbia intelligenza, la attitudine a fornire consigli saggi
  3. il passaggio attraverso contrasti, critiche, opposizioni, che è possibile solo quando si possiede un progetto importante cui si tende con coraggio
  4. la caparbietà nel consigliare il marito a portare a buon fine un disegno tanto rivoluzionario quanto straordinario come quello di difendere i diritti delle donne, quindi la sua intelligenza sociale.




Orbene, prima di passare ai saluti, ecco le domande di rito:

Che impressioni vi fa questa carta? 

Quali elementi vi colpiscono di più? 

Che idea vi siete fatti di Teodora? La trovate accostabile o distante alla figura del tarocco?

Il blog si aggiorna lunedì, a tutti voi l'augurio di un felice week end!




BIBLIOGRAFIA:

Giorgio Ravegnani, Teodora. La cortigiana che regnò sul trono di Bisanzio, Salerno ed.

Laura Tuan, Il linguaggio segreto dei Tarocchi, ed. De Vecchi 

Alejandro Jodorowsky, Marianne Costa, La via dei Tarocchi, ed. Feltrinelli


ICONOGRAFIA:

  1. L’Imperatrice dal mazzo della collezione Pierpont-Morgan, Wikipedia
  2. Particolare dell' imperatrice Teodora, mosaico, Basilica di San Vitale, Ravenna, Wikipedia
  3. L’Imperatrice dal mazzo di Tarocchi Marsigliesi, Scarabeo ed., scatto personale


20 commenti:

  1. Molto interessante, come sempre.
    Tu guarda che storia la Teodora, e chi la conosceva! Così giovane e già iniziata a culti cristiani e misterici in Siria, concubina, attrice... e imperatrice.
    A me è uscita questa carta, in senso dritto, pochi giorni fa, quando ho pescato "la carta del giorno" immaginando come domanda una questione sentimentale :)

    Moz-

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    1. Quella di Teodora è senza dubbio una storia ricca di fascino e il suo profilo ben si adatta a rappresentare l'arcano. Tuttavia, non esistono elementi certi che garantiscano il legame tra la sua figura storica e il tarocco... come, del resto, non esistono legami con altre personalità realmente vissute.
      Ciò detto, L' Imperatrice è una
      delle più belle carte del mazzo e quando esce per prima e diritta, tutto nella vita del consultante andrà per il meglio.
      Ciao, Miki e grazie mille della visita!



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    2. Oh, quindi posso ben sperare :)

      Moz-

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    3. Direi proprio di sì! Auguroni a te e alla tua nuova fiamma :))

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  2. La vicenda di Teodora in parte la conoscevo già, in parte avevo letto alcuni scritti di Procopio, non è stato l'unico a parlar male di Teodora e di Giustiniano, ma è indubbio che i suoi scritti ( che all'epoca ebbero una gran risonanza nell'Impero) costituirono la maggior parte della base della pessima reputazione dell'Imperatrice di Bisanzio durante la sua epoca.

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    1. È vero ciò che dici, Nick: Procopio non è certo l’unico responsabile della diffamazione di Teodora, ma è stato senza dubbio il più influente durante la sua epoca. Il suo ruolo di storico, inoltre, ha favorito il protrarsi della sua influenza anche in epoche successive e questo aspetto non è tanto trascurabile. E va anche detto che Procopio non ha screditato solo Teodora, ma pure Giustiniano e Belisario… Chissà come sono andate realmente le cose, personalmente però sono spinta a credere che le coraggiose normative di Giustiniano a favore delle donne siano state sostenute, se non addirittura suggerite, dalla consorte.

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  3. Molto interessante la storia di Teodora, che conoscevo solo di nome. Che sia però lei raffigurata nell'Arcano della Principessa è un'ipotesi che mi convince molto poco.
    Mentre sull'Arcano in sé posso dire che è sempre stato uno dei miei preferiti. Anche per questo l'ho utilizzato più volte nella mia blog novel, accompagnato dall'Imperatore.

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    1. Come dicevo a Miki, il collegamento tra Teodora e il tarocco in questione, è forzato (difficile se non impossibile trovare personaggi storici raffigurabili in queste carte) e ne sono cosciente. D’altra parte non me lo sono inventata io di sana pianta, il mio lavoro è consistito nel riassumere per sommi capi un testo dedicato alla vita di Teodora e trovare nessi con i significati di questo meraviglioso arcano. Ma vorrei porti alcune domande, Ivano: stante che è importante, se non addirittura fondamentale, conoscere in quale posizione temporale si colloca la carta dell’Imperatrice (presente, passato, futuro) e con quale altra carta si combina (per es. se con l’Imperatore, la questione verterà sul rapporto padre/figlia e/o donna e amante; se è con il Diavolo, il consultante è vittima di infamie; se è con la Morte ci sarà la chiusura di un ciclo , e così via), tu che significato complessivo dai all’Imperatrice (ti ritrovi con quelli da me citati?)? E come declini la combinazione con l’Imperatore?
      Un super salutone (mi piacerebbe molto ricevere le tue risposte) :-)

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    2. Io, come forse sai, nella blog novel ho usato la coppia Imperatore/Imperatrice come espediente narrativo per fare incontrare Luisa e Fabrizio. Io comunque l'Imperatrice la vedo come una figura analoga alla Primavera botticelliana, legata all'eros e all'unione degli elementi terra e aria. Mentre il dominio dell'Imperatore mi sembra più strettamente terreno.

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    3. Potrei anche sintetizzare dicendo che percepisco l'Imperatrice come una forza dinamica e l'Imperatore come una forza stabilizzatrice.

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    4. Quindi un punto di contatto tra spiritualità e materia. Mi ricordavo dell'uso che avevi fatto delle due carte in Solve et Coaugula, ma ora mi è più chiaro il tuo commento. Grazie!
      Per me, invece, il terzo arcano ha anche quel significato, ma non è l'unico.

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  4. La storia di Teodora, che non conoscevo così profondamente, mi ha davvero affascinata. Alcuni, come tu scrivi Clem, l'hanno accostata alla figura dell'Imperatrice negli Arcani, ma al di là di una possibile sovrapposizione di identità, la sua figura affascinante e controversa si presta perfettamente a ciò che la figura dell'Imperatrice rappresenta. Lati negativi e lati positivi, una mescolanza tipica dell'aspetto tutto umano di ogni essere vivente. La bellezza, l'intuito, il fascino, sonno i caratteri di spicco di questa autorevole figura, che sembra incutere quasi soggezione probabilmente anche dal potere che esercita. Bell'articolo Clem, ricco di storia che si fa tutt'uno con la veggenza.

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    1. Proprio così, Anna: mi piaceva l’idea di parlare di questa donna, delle sue luci e delle sue ombre, così come mi piaceva parlare di una storia di riscatto dall’infamia, dopo tanti secoli e tu hai colto in pieno quest’aspetto.
      Un forte abbraccio e un grande ringraziamento anche a te, mia cara amica!

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  5. La storia di Teodora, che non conoscevo così profondamente, mi ha davvero affascinata. Alcuni, come tu scrivi Clem, l'hanno accostata alla figura dell'Imperatrice negli Arcani, ma al di là di una possibile sovrapposizione di identità, la sua figura affascinante e controversa si presta perfettamente a ciò che la figura dell'Imperatrice rappresenta. Lati negativi e lati positivi, una mescolanza tipica dell'aspetto tutto umano di ogni essere vivente. La bellezza, l'intuito, il fascino, sonno i caratteri di spicco di questa autorevole figura, che sembra incutere quasi soggezione probabilmente anche dal potere che esercita. Bell'articolo Clem, ricco di storia che si fa tutt'uno con la veggenza.

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  6. Arrivo in ritardo a commentare, in quanto ho letto il post sullo smartphone e ora commento da pc. Questa carta mi attira moltissimo per tutti gli attribuiti che comporta: nella grafica dell'immagine, mi piace molto la corona che forma una specie di triangolo con la punta rivolta verso il cielo, e lo scettro. La storia di Teodora la conoscevo per sommi capi, tra l'altro l'ho proprio ripassata ora in università. :) L'accostamento di lei alla carta sarebbe perfetto, se non fosse per l'aquila riprodotta sullo scudo. Non vorrei sbagliarmi, ma di solito è un simbolo più nordeuropeo che bizantino.

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    1. Bene, benissimo, mi fa piacere che anche a te piaccia questa carta, in vero stupenda! Sul simbolo ci sono schieramenti diversi, in quanto alcuni lo interpretano come aquila e altri come araba Fenice, per cui è tutto da vedere. Felice della tua ripresa degli studi all'università e che bella combinazione che tu abbia appena ripassato la storia di Teodora. Quindi la confermi?

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    2. Sì, è proprio così come l'hai raccontata: "donna energica e intelligente" dice il manuale. Anche lui non era uno sciocco, però... diciamo che facevano un bel tandem. Invece doveva essere una vera criminale l'imperatrice Irene.

      P.S. Ho visto che hai cambiato la foto, ottima idea quella di mettere il tuo primo piano!

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    3. Ho anche aggiornato la pagina CHI SONO

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  7. Chissà quante donne del passato hanno avuto vite intense e alti ideali, senza che a noi ne sia arrivata notizia... Della carta mi piace molto lo schienale dello scranno che ricorda un paio d'ali. :)

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  8. Uh, figurati! Ce ne saranno a bizzeffe.
    Il problema è che la Storia è sempre stata scritta da uomini e quel poco che è trapelato della vita delle donne è passato sotto il loro sguardo, il più delle volte misogino.
    Però, per fortuna, come scriveva Virginia Woolf, verso la fine del Settecento la donna della middle class ha iniziato a scrivere! Viva le donne e viva le scrittrici!

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