venerdì 9 giugno 2017

Evelina 2/10



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Ed ecco la seconda parte del racconto (per chi fosse interessato).

Buona lettura e aspetto i vostri commenti ;-)

Claude Monet, Giardino a Giverny, 1900, Musée d'Orsay, Parigi


I Rasini erano due anziani e ricchi signori, ormai in pensione.
Il marito, di nobile famiglia piemontese, aveva ereditato dal padre avvocato, la passione per la legge e a lungo aveva esercitato una funzione direttiva e apicale, in qualità di pubblico ufficiale all’interno della magistratura, guadagnando la stima dei più, che ancora oggi gli si rivolgevano con ammirazione chiamandolo «Signor Giudice». 
Grazie al suo carattere mite ed affabile era anche benvoluto dai vicini, soprattutto quelli di lunga data, che lo vivevano come un caposaldo della propria comunità.
Da quando si era ritirato dall’attività giudiziaria amava trascorrere la maggior parte delle sue giornate praticando il suo hobby preferito, che gli permetteva di prendere le dovute distanze dagli umani, senza per questo venir tacciato di orsaggine. Era uno dei principali collezionisti italiani di ondulati e i suoi «amici pennuti», com’era solito chiamarli in pubblico, avevano vinto i più prestigiosi concorsi mondiali del settore.
A quest’occupazione, incominciata molti decenni prima di andare in pensione, e che all’inizio considerava solo un’attività diversiva e scacciapensieri, si era appassionato sempre più perché in essa rinveniva non pochi punti in comune con il proprio ruolo professionale. Nell’accudire quei piccoli volatili poteva permettersi di agire interventi ancor più risolutivi, rispetto quelli consentiti dalla legge a un giudice impegnato nell’esercizio della sua funzione all’interno di una collettività, emendando, fin dalla radice, le situazioni anomale o difettose dei singoli animali, per riportare l’ordine nel gruppo. La maestria di quest’uomo consisteva anche, oltre che nel conoscere a fondo ogni dettaglio delle più svariate tipologie di «pappagallini», nel saper accoppiare adeguatamente quelle creature per ottenere esemplari di incomparabile magnificenza. Nascevano così soggetti dalle nuove combinazioni cromatiche, nuove sfumature di piumaggio o altre peculiarità fisiche, quanto caratteriali, uniche nel loro genere, come ad esempio volatili inaspettatamente empatici, più socievoli della media, dalla sensibilità spiccata e di grandissima intelligenza. 
Nonostante qualche acciacco dovuto al progredire dell’età, Giorgio, così si chiamava l’uomo, al fine di seguire la sua passione, si assentava ciclicamente da casa per qualche giorno e in quelle occasioni partecipava alle manifestazioni, indette dai vari club sparsi un po’ ovunque, in Italia e all’estero, sia per esporre i suoi beniamini, che per acquistarne dei nuovi. 
Anche la moglie era molto conosciuta in quella città, e per vari motivi. Oltre ad essere nota per le sue straordinarie doti di giardiniera, si era sempre distinta per il suo innato e costante impegno nel sociale, legato alla sua  talentuosa attività di insegnante.
Tuttavia, all’interno del quartiere, qualche malalingua la considerava «eccentrica».
La stravaganza della quale la si accusava non aveva nulla a che fare con l’aspetto o il portamento che, per la verità, erano senz’altro ineccepibili. Per non destare dubbi in tal senso, vale la pena sottolineare che, sebbene la bellezza della signora da giovane non fosse passata del tutto inosservata, in seguito non la si sarebbe di certo potuta definire magnetica. Evelina non incarnava affatto quel modello di femmina così appariscente e formosa da far girare la testa agli uomini. Per converso, la si poteva definire una persona piacevole da vedere, sobriamente elegante e disinvolta nel modo di muoversi, camminare e approcciare il prossimo.  Il motivo, per cui quello sparuto gruppo di pettegole aveva bollato la moglie del giudice quale «personaggio eccentrico», risiedeva ben altrove, e cioè nel fatto che, in più d’una occasione, l’aveva vista parlare animatamente, avanzando domande e indugiando in lunghe pause prima di ricominciare il discorso. Ora, voi vi chiederete: «cosa ci sarà di tanto strano in tutto ciò?». Lo so, sembra il normale atteggiamento di qualcuno che partecipa a un dialogo con più individui. Ma qui sta il punto: pare che, secondo le linguacciute vicine di casa, in quelle circostanze, intorno alla donna non ci fosse anima viva.

13 commenti:

  1. Ah ah, il finale apre prospettive davvero interessanti! Il tutto scorre bene e si legge con piacere. Alla prossima :-))

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  2. Eheheh ; -) chissà cos'accadrà... grazie, caro Ivano! ^_^

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  3. Brava Clementina, sei lanciata eh? Tanto per usare un termine marinaresco:" Alla via così!"

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    1. Ciao, Massimiliano, grazie di essere passato e grazie dell'augurio! ^_^

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  4. Sei molto versatile clementina, brava in tutto! 😀😀

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    1. Eccoti Giulia! Che piacere ritrovarti qui ^_^
      Avevo temuto di averti infastidita indicandoti tra i 5 blogger cui chiedevo di portare avanti il gioco sugli anni '80...

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    2. Davvero Clementina? Sai che non lo avevo letto 😯 e comunque nessun fastidio, anzi! Se non ho risposto é perché sono un po'assente dalla rete per motivi di pulizie estive 😀😀

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  5. Ti faccio i miei complimenti per il post e il blog.
    Serena giornata.

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    1. Grazie mille, Cavaliere e buona giornata anche a te!

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  6. bene bene! E' in arrivo il mistero. :)
    Interessante la cosa. Con chi parlerà? Tranquilla che torno di sicuro :)

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    1. Ahahah! :D eh sì, un mistero si cela :-)
      Grazie mille, Patrizia!
      Ti aspetto ^_^

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  7. Bello! Io un'ideuzza ce l'avrei... eheh! Attendo ulteriori sviluppi. :-)

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    1. Bene, bene! Mi raccomando, scatena la fantasia, ma non ti svelerò nulla! :D
      Ahahahaha!

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